Un minuto dura un biscotto

 

 

 

Tic Tac un minuto dura un biscotto
di Valentina Muzzi
Sinnos – pag.48 – e.9,50
 

 

 

È ufficiale. Sto proprio invecchiando.

Fino a pochi anni fa, ma proprio pochi, mi chiedevo perché non fossi andata a stare a New York. Almeno per un po’. Nella confusione, in mezzo alla gente, il rumore delle auto, mi sono sempre sentita nel mio habitat naturale.

E invece ho appena ripreso in mano un libro che gira per casa da un annetto e ho pensato: ma tu guarda che fortuna questa Valentina Muzzi (autrice di “Tic Tac”, edito da Sinnos) che vive in cima a una collina, in una vecchia casa con le porte color lavanda, com’è riportato sul libro.

Quelle poche righe sull’autrice mi hanno trasmesso una sensazione di pace e di lentezza, e la storia che racconta rispecchia secondo me il suo modo di vivere.

“Tic Tac” parla del tempo, del modo in cui lo percepiscono i bambini. Il concetto di tempo è astratto e i bambini riescono a comprenderlo solo con l’esperienza, e così Valentina Muzzi ha trovato uno stratagemma molto intelligente per farlo capire anche ai più piccoli: ha utilizzato come unità di misura del tempo i momenti che scandiscono la vita di un bambino.

Ad esempio in un secondo cosa può succedere?

In un secondo…

 Oppure mi può scappare un palloncino.

L’idea del palloncino la trovo grandiosa: a chi di noi non è mai sfuggito? Ed effettivamente basta un attimo per farselo scappare, e poi ore e ore per riprendersi da quella perdita (o per consolare tuo figlio, se sei cresciuto ed ora stai dall’altra parte, dove prima stavano i tuoi genitori..)

In un minuto invece possiamo ad esempio fare pace con un amico, mangiare un biscotto, fare la pipì.

In un’ora si può fare una torta con la mamma, o la spesa al supermercato col papà.

E in un giorno, (fantastico, lo facevo anch’io da bambina…) si può fare una montagna di polpette di fango.

In un mese…

E così via, fino ad arrivare all’idea di secolo.

In un secolo…

 

 E poi il finale, la frase da portarsi dentro e da mettere in pratica, almeno ogni tanto, se ci riusciamo.

“Quando sarò grande,voglio andare piano, come un albero”

 Sapete che vi dico? Forse se apprezziamo la calma non stiamo invecchiando come dicevo prima, magari stiamo ringiovanendo.

Ricominciamo ad avvicinarci (o almeno ci proviamo) ad un ritmo di vita più naturale, come quello che hanno (se non li roviniamo noi) i bambini.

 Siamo a gennaio. Il mese dei buoni propositi per l’anno appena iniziato.

Proviamo con questo:

Quando salite le scale di casa imprecando, schiacciate dal peso insostenibile delle borse della spesa che immancabilmente non contengono l’unica cosa per cui siete uscite di casa nonostante il maltempo (latte o burro che sia) e, aperta la porta, la prima cosa che notate è la montagna della biancheria da stirare che ormai tocca il soffitto, tutto questo mentre vostra figlia frigna da 10 minuti perché non le avete comprato il solito giochino piccolo piccolo da 3 euro (no, non fatelo, non fate i conti, perché se li sommate tutti sapete che con quei soldi avreste potuto comprare una borsa di Prada e vi sale la bile), ecco anche in questi momenti cerchiamo di ricordare (io in primis, che in questo non sono affatto un asso) che, come scrive questo splendido libro, basta un secondo per fare un sorriso e asciugare una lacrima.

 

Udite udite!

 

Udite udite!! Ora Marcovaldo sconfina in un altro blog. Sono onoratissima di collaborare con “Ciucci (Ri)belli”, il blog del settimanale Sabato Sera rivolto alle mamme e ai papà di Imola e dintorni. Ogni mese preparerò un consiglio di lettura in esclusiva per loro. Il primo appuntamento riguarda Méli Mêlons, splendido libro senza parole per giocare a inventare un numero infinito di storie. Vi consiglio di dare un’occhiata a tutto il “blog dei Ciucci” perché fornisce informazioni molto utili per chi si destreggia nel difficile mestiere di genitore…  A presto!

 http://www.sabatosera.it/ciucci-ribelli/index.php/come-marcovaldo-le-infinite-storie-di-meli-melons/