Per imparare a fregarsene

Macchia, la ragazza mal disegnata

di Maria Eugenia

Istituto Callis Editore

 Età di lettura: dai 5 anni

 

 

 

 

Giugno. Il mese della prova-costume. Per le più previdenti, il mese è aprile. Io mi “riduco un po’ all’ultimo” e a giugno inizio a scavare nell’armadio alla ricerca del sacchetto dei costumi. Una volta trovato, attendo con pazienza che mi piova dal cielo la voglia di provarli. Ma ora ho un nuovo alleato, uno specchio in cui mi vedo meglio, dal nome impronunciabile, acquistato in un affollato negozio di arredamento scandinavo dove vado a litigare una volta all’anno con mio marito. Non è uno di quegli specchi magici delle boutique in cui improvvisamente ti spuntano gambe da fenicottero, ma fatto sta che “se mi togliessero questo specchio non mi guarderei più, ho impiegato anni a conquistarlo, come quella naturalista coi gorilla in Uganda.” (da “Cate, io” di Matteo Cellini, Fazi Editore – romanzo per adulti che ho appena letto e mi è piaciuto molto..). Ora sto assolutamente esagerando sulla questione specchio per scherzare e anche per citare il libro di cui sopra perché è veramente scritto bene, ma la verità è che lo specchio mi è diventato amico perché con gli anni si inizia a essere più magnanimi con sé stessi, a “sdoganare” le imperfezioni che inevitabilmente arrivano, o forse ci sono sempre state, ma ora ci sembrano più lecite. Così, se hai un po’ di ciccia, pazienza, e se sei magra ma non supertonica è perché non hai tempo per la palestra, perché sei una tipa intellettuale. O almeno a me succede così.

Ma nell’adolescenza e pre-adolescenza era ed è tutta un’altra storia. Soprattutto per la ragazzine di oggi, bersagliate da ideali di perfezione esteriore forse ancor più delle figlie degli anni ’70 come me. Così, la lettura di “Macchia, la ragazza mal disegnata”, pubblicato dall’Istituto Callis, può preparare il terreno, può aiutare a prendere certe cose con leggerezza, almeno davanti allo specchio, o forse ad approcciare l’argomento con un discreto anticipo.

Conosciamo la protagonista del libro. Si chiama Macchia. 

In realtà, la maggior parte delle ragazze si considera mal disegnata. Chi per i capelli, chi per la statura, il naso, la fronte. Ogni giorno della settimana porta una nuova lamentela.

 

Attenzione, non voglio dire che non sia importante curarsi, anzi una giusta dose di vanità può anche essere sana, ma penso sia altrettanto importante che i bambini imparino ad accettarsi, a dare all’esteriorità un peso relativo. Accettando se stessi presteranno forse meno attenzione anche ai difetti degli altri. E magari chissà, il bimbo robusto, che da generazioni sopporta il pesante appellativo di “ciccione”, e quello miope, “quattr’occhi” almeno dagli anni ’50 – capirai che fantasia – potranno forse risparmiarsi qualche sofferenza…

Come Macchia, che è davvero mal disegnata, ma “sai che c’è?”

PS: grazie a Cecilia, libraia della mia città, che mi ha fatto conoscere questo libro.

 

Per prendere le cose nel modo giusto

 

di Remy Charlip

editore: Orecchio Acerbo

pagine 48, cm. 21 x 30

isbn 9788896806036

età di lettura: dai 3 anni in su

 

 

Turchia. Un giorno d’estate di 13 anni fa (ahia come passa veloce..). Sono in mare, a pochi metri dalla riva. L’acqua mi arriva a metà gamba. Arriva un’onda, bassa per la verità. La sottovaluto e mi travolge. È fortissima, mi butta a terra e mi fa rotolare sulle conchiglie del bagnasciuga. Non mi faccio niente, ma sperimento un’insolita sensazione di impotenza, di fragilità.

E così mi è successo nelle ultime settimane. Non era un’onda, niente di grave, ma mi sono lasciata travolgere. Scusate per la lunga assenza.

Proprio mentre me ne stavo lì a crogiolarmi in un insano e inutile pessimismo, mi è venuto in mente un bellissimo libro per ragazzi. Si intitola “Fortunatamente” ed è pubblicato dall’ottimo editore Orecchio Acerbo. Ve lo stra-consiglio. Per i piccoli che vi circondano, e per voi.

Non è mai troppo tardi per imparare a prendere le cose nel modo giusto.

“FORTUNATAMENTE” racconta la storia di Ned, che è stato invitato a una festa a sorpresa. Fin qui tutto bene, direte voi, ma la festa si terrà in Florida, mentre Ned sta a New York. E così inizia il suo viaggio, a dir poco avventuroso…

Fortunatamente, un amico gli presta un aeroplano, ma, sfortunatamente, il motore esplode.

Fortunatamente, nell’aeroplano c’era un paracadute, ma …

 

E così le peripezie di Ned continuano, in un alternarsi di immagini a colori, che ritraggono gli eventi a favore di Ned, e pagine in bianco e nero, che mostrano le disavventure del nostro protagonista.

Il viaggio prosegue, con la grafica efficacissima di Remy Charlip, fino ad arrivare alla famosa festa a sorpresa.

La vita è piena di salite e discese, ed è giusto preparare i bambini anche a questo. L’importante è trasmettere il messaggio giusto. A volte ti sembra che il tuo FORTUNATAMENTE non debba mai arrivare, ma è proprio lì dietro l’angolo che ti aspetta…

Un giorno telefono a mio marito in ufficio e mi risponde una voce femminile. Giovane, giovanissima. Sfortunatamente era la nuova stagista. Vabbé, giovane non necessariamente è sinonimo di carina. Ma poi l’ho incontrata, e sfortunatamente era giovane, e molto molto carina. Lunghi capelli biondi, forme perfette e occhi chiari. Le mancava solo il camper rosa con Ken alla guida. La Barbie non può, non deve, essere anche intelligente, o comunque sarà almeno una piena di sé. E invece no. Sfortunatamente, la stagista era intelligente, umile e simpatica. Un incubo.

Ma, FORTUNATAMENTE, gli stage durano poco…

PS: Voci ben più autorevoli della mia hanno compreso la qualità di questo libro e “Fortunatamente” ha ricevuto molti riconoscimenti, tra cui il prestigiosissimo Premio Andersen. Spero che Orecchio Acerbo, editore molto noto ma che non fa MAI scelte commerciali, bensì dettate solo dalla qualità, abbia avuto con questo premio la visibilità che merita. Evviva.