La partenza intelligente

 

Un nido di filastrocche

di Janna Carioli

Ed. Sinnos

con CD

Età di lettura: da 0 a 6 anni

 

 

E così è arrivato agosto. Tempo di vacanze, tintarella (di luna, nel mio caso), ombrelloni, e auto stracolme di bagagli. Anch’io quest’anno ho optato per la partenza intelligente: ore 10 dell’ultimo sabato di luglio. Bollino rosso fuoco. Nella migliore delle ipotesi, senza alcun intoppo, sosta o traffico, avevamo davanti 4 ore e mezza di viaggio.

Partiamo. Visto che il buongiorno si vede dal mattino, ad approssimativamente 50 metri da casa, più o meno in corrispondenza del cassonetto dell’immondizia, mio figlio di due anni dice un’unica parola, premonitrice di un lungo, faticosissimo tragitto. “SCENDERE”, anzi, per la precisione: “SENDERE”, reiterato da “SENDERE, mamma”, accompagnato da sgambettìo e tentativo di liberarsi dalla cintura di sicurezza.

Tamponi la situazione con una palla. Allarme rientrato. Ma dopo venti chilometri di autostrada sei fermo. Incidente. Due ore per percorrere 12 chilometri. Pure io avrei voluto sgambettare e gridare “SCENDERE”.

A quel punto cosa fai?

A quel punto estrai dalla manica “Un nido di filastrocche”, una bellissima raccolta di filastrocche per i più piccini, edita da Sinnos.

Sono filastrocche molto intelligenti, molto concrete, in cui il bambino si sente veramente protagonista, perché è proprio di lui che si parla, di quello che fa, del suo corpo, dei suoi giochi, persino della cacca, che, inutile scandalizzarsi, è a quest’età un tema molto apprezzato.

E poi queste filastrocche non servono solo come ancora di salvezza in situazioni estreme come quella appena descritta, ma sono utilissime ai genitori nella quotidianità.

Ci sono filastrocche “per sporcarsi e lavarsi”

C’è quella della bua al ditino:

 

 

Con una filastrocca, anche il filetto di merluzzo rischia di diventare buono. E poi ci sono le filastrocche per giocare, per superare la paura del buio, c’è una versione dell’intramontabile “trotta trotta” che ancora mi fa emozionare ripensando al mio nonnone che mi faceva balzellare sulle sue ginocchia. 

Come se questo non fosse sufficiente, ricordiamoci che le rime favoriscono l’apprendimento del linguaggio e vi stupirete nel sentire vostro figlio che conosce tante nuove parole dopo un numero ridottissimo di letture.

Infine, il libro contiene pure un CD in cui queste belle rime sono recitate dall’autrice, che faceva la maestra e secondo me un po’ si sente che è abituata a leggere per i piccoletti. E poi alla versione recitata segue anche quella cantata.

Il CD l’ho lasciato inserito nella radio dell’auto, pronto a essere messo in loop per il viaggio di ritorno.

A presto!

 

Regalami le ali

“Regalami le ali” di Heinz Janish

Illustrazioni di Selda Marlin Soganci

Editore: Donzelli

32 pp., rilegato - € 19,90

 

A volte ti fermi davanti alla vetrina di un negozio di abbigliamento di quelli che guardi solo per rifarti gli occhi, ma già sai che non potrai permetterti niente. Però quando sei lì, può succederti anche di trovare un’ottima scusa per spendere una follia in un abito che “sfrutterai tantissimo, è adatto a molteplici occasioni, e poi è cucito bene, chissà come ti cade bene addosso, e poi è una linea classica, ti accompagnerà negli anni”. Tradotto: non riesci a resistere.

Ecco, Donzelli sta all’Editoria per ragazzi un po’ come Armani sta all’alta moda. Pubblica libri sfacciatamente belli, raffinati, ricercati. Gli illustrati in particolare sono spesso di grande formato e quindi costosi, anzi, mi correggo, preziosi.

Però è meglio avere due libri in formato tascabile, di qualità media, o un libro che pensi arriverà anche nelle mani dei tuoi nipoti? A voi la scelta.

Per quel che mi riguarda, quando ho visto “Regalami le ali” nella vetrina di una libreria, non ho resistito. Conoscevo già l’illustratrice, Selda Marlin Soganci, che avevo visto pubblicata solo in tedesco, ma ora finalmente eccotela là, in tutta la sua bravura, schiaffata in vetrina a tentarmi. “Magari la storia non è un gran che” (l’analogo di “magari non hanno la mia taglia”), ed entro. E invece, come temo e spero, la storia c’è, eccome. Semplice semplice, leggera, pronta a dischiudersi nella testolina inventiva di un piccolo lettore. 

C’è un bambino sdraiato su un prato a disegnare. Disegna un angelo. E l’angelo improvvisamente esce dal foglio e si mette a parlare, chiedendo al bambino di disegnarle delle ali diverse dal solito, insomma, non quelle bianche piumate. Allora il bambino la accontenta disegnando ali di tanti tipi.

Ali di onde marine, su cui fluttuano navi, pesci, granchi… 

© Donzelli Editore 

E poi ali d’erba, con tanto di coccinelle. Ali piene di cristalli, ali fatte da raggi di sole. Ali di lettere, ali di carta.

Il bambino si dà proprio da fare per accontentare l’angelo, ma il suo capolavoro secondo me sono le ali con rami in fiore. 

© Donzelli Editore

In un momento di avventata euforia, ho persino promesso a mia figlia di realizzargliene un paio per carnevale. Considerando che ho la manualità di un pinguino e mancano circa sette, otto mesi, se mi ci metto ora, potrei forse riuscire a finirle in tempo.

Per il vostro bene, non vi dico come finisce la storia, così sarete almeno obbligati a sfogliare questo bel libro. Resisterete?