Chiuso per ferie

 

CHIUSO PER FERIE

di Maja Celija

Editore: Topipittori

Data di pubblicazione: 2006

40 pagine

Età di lettura: dai 4 anni

 

 

Penso che ogni donna si sia chiesta almeno una volta nella vita: “Ma perché non sono nata uomo?”. A parte il momento del parto in cui accetteresti anche di farti trasformare in una rana pur di mettere fine a quel delirio, può accadere in situazioni emotivamente meno coinvolgenti, ma a loro modo comunque tragiche, come quando devi preparare le valigie per tutta la famiglia. La fa facile lui, l’uomo, che infila due mutande, due magliette, uno spazzolino da denti e poi “ma tu non hai ancora finito?”. E no che non ho finito: ho ancora i body del piccolo, il pigiamino se è caldo, ma se poi viene più freddo? E i bavaglini, i pannolini, la crema per il sederino, il ciuccio di riserva (!!!), la soluzione fisiologica che dopo dure battaglie non riuscirai a mettergli nel naso ma in quel momento ti sembra fondamentale, e poi e poi. Gli altri sono già in auto che ti aspettano. Tuo marito non lo senti, ma sai che sta sicuramente imprecando contro di te e le tue valigie esagerate (ma non ti preoccupare, non ti stai perdendo nulla, continuerà questo rosario sicuramente fino al casello dell’autostrada). La casa la lasci così com’è, perché non hai avuto tempo di rassettare. Cerchi in extremis di dare un’ultima parvenza di ordine almeno al soggiorno, ma poi ti dici: non deve mica venire nessuno. E ti chiudi la porta dietro le spalle.

E se ti stessi sbagliando? E se qualcuno fosse in agguato in attesa della vostra partenza? Non sto parlando di malintenzionati. Sto parlando dei protagonisti di CHIUSO PER FERIE, libro meravigliosamente illustrato da Maja Celjia e pubblicato (grazie!!!) da Topipittori. È un libro senza parole, un SILENT BOOK, come lo chiamano gli anglosassoni. E prima che iniziate a protestare perché questo tipo di libro richiede uno sforzettino in più da parte del genitore, e l’ho già ripetuto troppe volte che mi piacciono questi libri, vi chiudo subito la bocca con la premessa, che più chiara di così non si può, che l’editore ci regala.

 “Confidando nell’acume dei suoi piccoli lettori, l’autore non ha ritenuto necessario tradurre in parole questa storia, affidata al solo potere delle immagini. Nel caso i genitori dei lettori incontrino difficoltà di comprensione, suggerisce senz’altro ai bambini di raccontare loro, pagina per pagina, i fatto straordinari che vi accadono.”

E cosa accade nel libro? C’è una famiglia che parte per le vacanze. Appena si chiude la porta, entrano in scena i nostri protagonisti.

Escono dalle foto incorniciate! E poi? E poi ne combinano di tutti i colori. Fanno la villeggiatura anche loro. Usano i pattini a rotelle come automobili, il lavello come piscina e i cucchiai di legno come remi. 

Fanno la lampada dentro al forno, si improvvisano trapezisti sugli steli di una pianta…

se la spassano con i giochi dei bambini (questo lo faccio anch’io ogni tanto..), si ingozzano di pop-corn e poi, come tutti i vacanzieri, schiacciano un bel pisolino pomeridiano, ma dentro a colorati gomitoli di lana (o cotone), che dalla loro espressione sembrano piuttosto comodi.

Poi improvvisamente si sentono dei rumori (suppongo) e via!! Tutti dentro le cornici. I padroni di casa sono rientrati. Avranno capito cos’è successo in loro assenza?!

PS: io questo libro lo regalo anche agli adulti. Sempre gradito.

Per le immagini: © Topipittori 2005

L’atmosfera giusta

Oh, com’è bella Panama!”

Editore Kalandraka

Testo e illustrazioni di JANOSCH

Cartonato. 15 x 21,5 cm.

52 pagine

Età di lettura: dai 7 anni

 

 

Capita a volte di alzarsi con un senso di fastidio addosso. Ci sono giornate in cui provi quella sensazione sgradevole di qualcosa che non va, non sai  esattamente cosa sia, ma ti senti un po’ come quando vai a fare jogging e scopri che l’elastico dei pantaloni si è allentato, o non esci da un secolo e quella sera ti viene un orzaiolo in un occhio, incredibilmente hai trovato il tempo per stenderti lo smalto sulle unghie ma è ancora fresco quando inavvertitamente ti passi le mani tra i capelli. Insomma, niente di grave, ma ci vorrebbe qualcosa per dare una svolta al tuo umore.

Nel mio caso, può essere ad esempio trovarmi tra le mani un libro come “Oh, com’è bella Panama!”.

Si tratta di un libro degli anni ’70 che l’editore Kalandraka ha deciso di ripubblicare. Chapeau, come direbbero i Francesi. È l’opera che ha portato alla notorietà il suo autore, Janosh, celebre  scrittore/illustratore di libri per bambini. E se l’è meritata questa notorietà, con un libro sulla semplicità, sulla lentezza, sull’amicizia e il viaggio.

I protagonisti della storia sono un orso e una tigre. Sono amici. Vivono insieme, in una confortevole casetta con il camino. Il piccolo orso va tutti i giorni a pesca e la piccola tigre va a raccogliere funghi nel bosco. E stanno proprio bene.

Un giorno però arriva sul fiume una cassetta trasportata dall’acqua. Profuma di banane e reca la scritta “Panama”. I due amici decidono che Panama dev’essere il paese più bello al mondo e decidono di trasferirsi proprio lì. Peccato che non abbiano idea di dove si trovi Panama.

Partono, armati solo di una pentola, una canna da pesca, una papera di legno a strisce e tanta ingenuità.

 Incontrano sul cammino vari animali a cui chiedono inutilmente indicazioni.

In questo libro si sorride spesso, forse a ogni pagina, ma non ci sono colpi di scena particolari, né battute esilaranti. Tuttavia c’è qualcosa che lo rende unico: l’atmosfera. Credo che proprio in questo risieda la bravura dell’autore: nel creare un’atmosfera di ottimismo e serenità trasmessa con estrema delicatezza.

I nostri protagonisti reagiscono sempre positivamente alle difficoltà. Anche alla pioggia incessante.

Lasciamola entrare nelle nostre case quest’atmosfera. Non ne abbiamo bisogno solo noi adulti, che arriviamo a casa la sera con i nervi delle spalle tirati, ma anche i nostri piccoli che stanno crescendo in una realtà dove tutto deve essere rapido, veloce, immediato e non sempre si rispettano i loro tempi.

Sapete che vi dico? Domenica prossima, se ci sarà il sole, proporrò ai miei piccoletti di partire alla ricerca della nostra Panama: una pentola, una canna da pesca e via. La papera a strisce ce la faremo prestare dalla piccola Tigre. 

 

© testo e illustrazioni: Janosch, 1978

© traduzione: Emma Vaccaro 2013

© edizione italiana 2013: Kalandraka Italia, 2013