Gira il mondo

“Gira il mondo”

di Lotta Nieminen

Gallucci Editore

22 pagg.

Età di lettura: dai 5 anni

 

Quel geniaccio di Gianni Rodari, già nel 1973, scriveva ne “La grammatica della fantasia” (leggetelo!) )

“L’immaginazione è una funzione dell’esperienza, e l’esperienza del bambino d’oggi è più estesa (non so se si possa dire più intensa, questo è un altro problema) di quella del bambino di ieri.”

Trovo che questa frase sia oggi più che mai molto attuale (e potremmo parlarne per ore, ma vi lascio riflettere da soli e procediamo), soprattutto quando tua figlia di 7 anni guarda con sospetto il riso che le hai appena messo nel piatto e obbietta: “Mamma, ma questo non è basmati. A me piace il basmati.”

E tu pensi. “No, non è basmati, e io alla tua età manco sapevo che esistesse la parola basmati. Il riso era riso. C’era quello. Punto. E oggi invece no, i bambini viaggiano, vanno al ristorante, anche cinese o indiano e sperimentano. E tu sei fiero di essere un genitore che fa fare anche queste esperienze al proprio figlio. Salvo poi ritrovarti con queste piccole sommosse casalinghe all’ora di cena.

Dicevamo che i piccoli viaggiano, chi più chi meno (i miei, in realtà, visitano solo paesi supercivilizzati, con assistenza sanitaria d’eccellenza, perché la mamma è un filino ansiosa), ma anche se non viaggiano, vivono comunque in una realtà multiculturale che desta in loro una sana curiosità.

Ecco un bel libro per soddisfare questa curiosità, per girare il mondo seduti sul divano e scoprire nel vero senso del termine (alzando le numerose finestrelle) paesaggi nuovi e culture diverse.

Si intitola “Gira il mondo” ed è stato appena pubblicato da Gallucci.

Bella la grafica, bella l’idea, interessante la ricerca dei dettagli per indovinare in quale paese ci troviamo, intramontabile il successo delle finestrelle. Per chi ha in casa bambini sotto i tre anni, è chiaramente d’obbligo la lettura assistita da un rotolo di scotch per le finestrelle che verranno immancabilmente strappate. Sarebbe davvero un peccato perdere queste belle immagini.

 Vi propongo due “viste” a finestrelle chiuse. Dove siamo? 

Buon viaggio!

Per le immagini: © 2013 Carlo Gallucci Editore srl Roma

 

 

Edmond

“Edmond”

di Juliette Binet

 Editore: Autrement

32 pagine

Età di lettura: dai 7 anni (secondo me)

E così rieccomi qua. Vacanze finite, concluse, morte. Amen. Si riprende col solito ritmo.

Lavare, stirare, lavare, no stasera no, stiro poi domani. Lo sforzo sovrumano e perlopiù vano di conciliare lavoro e famiglia (a proposito, ma quando arriva il 16 settembre e ricomincia la scuola in Emilia Romagna?!). Mio marito che scompare per 12 ore al giorno, salvo alcune fugaci apparizioni a pranzo che mi ricordano un episodio dell’Odissea (Baricco docet): Ulisse torna a casa dopo vent’anni, no dico vent’anni, e la prima cosa che dice a Penelope qual è?

“Devo ripartire”.

Non lo riporta nessuna fonte autorevole, ma penso che sia stata proprio Penelope in quell’occasione a coniare l’espressione: “ma va à murì ammazz…”

Analogamente, mio marito compare sulla soglia di casa alle 13.50 (quando ormai la pasta è scotta come gli “spaghettì” alla francese) e ti dice: ho un appuntamento alle 14.

Basta, parliamo di libri che è meglio.

Vi avevo promesso (o minacciato?!) di scovare un libro senza parole durante la vacanza in Francia. In realtà non ho trovato nulla di nuovo, ma ho riscoperto un libro di alcuni anni fa. Splendidamente illustrato ed efficace nel messaggio (educativo).

Un bambino-topo (Edmond, suppongo) osserva dal balcone alcuni bambini-bambini che giocano a palla. Estrae da un baule la sua maschera da bambino-bambino, la indossa e si presenta sul prato per giocare con gli altri.

Hanno tutti lo stesso viso “retró”, da bambola di porcellana, come i piccoletti ritratti nelle pubblicità di borotalco et similia degli anni ’30: occhi azzurri, gote rosse e un sorriso appena accennato. Proprio come la maschera di Edmond.

 

Tutto sembra procedere bene, ma ad un certo punto la palla urta la maschera del bambino-topo e la fa cadere a terra.

Il protagonista si allontana per l’imbarazzo.

I visi degli altri bambini finalmente si animano. Fino a quel momento impassibili, con lo sguardo fisso, iniziano a lanciarsi occhiate reciproche e ad acquisire espressività. E poi da quelle che scopriamo essere maschere, spuntano orecchie da asino, corna da rinoceronte.. 

E via via, uno alla volta, i bambini-animali gettano a terra le loro maschere e corrono a rincuorare il loro nuovo compagno di giochi.

In fondo tutti siamo diversi, tutti siamo a-normali, tutti ci siamo sentiti almeno una volta inadeguati al gruppo di cui volevamo fare parte. Accade spesso, soprattutto nell’infanzia e adolescenza. Questo libro è anche per noi adulti, a volte talmente assuefatti dalle nostre maschere che finiamo per indossarle persino davanti allo specchio.  

Lo trovate sicuramente su fnac.com

Per le illustrazioni: © 2007, Editions Autrement