Urlo di mamma

 ”Urlo di mamma”

di Jutta Bauer

Edizioni Nord-Sud

Pagine 34

Età di lettura: da 3 anni

Ieri sera mi sono lasciata sfuggire qualche decibel di troppo. Avrei subito voluto ricacciarli tutti dentro la mia boccaccia, ma era troppo tardi. Come quando fai uscire troppo dentifricio, ma è impossibile rimetterlo dentro al tubetto.

Emma mi guardava coi suoi occhioni spalancati, più che sufficienti perché in men che non si dica il senso di colpa mandasse via a calci nel sedere la mia rabbia di pochi minuti prima.

Ma il danno era fatto. Un po’ di pensieri, un piccoletto pestifero da gestire, una marea di cose da fare anche nel fine settimana, e così, al minimo errore della più grandicella, ZAC, ti scappa l’urlo.

Se non si è stati così intelligenti da riflettere prima di parlare/urlare, allora bisogna quantomeno rimediare. Bisogna spiegare, far capire che a volte anche la mamma può sbagliare, ma poi cercherà subito di rimettere le cose a posto, farà di tutto per farsi perdonare, percorrerà il mondo intero per riparare ciò che ha mandato in pezzi. Come la mamma pinguino di “Urlo di mamma”.

“Stamattina la mia mamma ha urlato così forte, che mi ha mandato in mille pezzi.”

La testa del piccolo pinguino è volata fra le stelle, le ali si sono perse nella giungla.

Il piccolo pinguino vorrebbe gridare ma il suo becco è atterrato sui monti. Vorrebbe cercarsi, ma gli occhi sono finiti chissà dove.

Sono rimaste solo le zampe, che corrono, corrono.

Ma poi arriva la mamma, che ha raccolto e ricucito insieme tutti i pezzi del pinguino. Mancano solo le zampe. La mamma completa il lavoro.

“Scusa se ho urlato così forte”, dice la mamma pinguino.

 

Questo libro, pubblicato anni fa ma ancora in commercio e sempre valido, serve a parlare delle emozioni, aiuta anche i piccoli a dare un’immagine allo spaesamento che li coglie quando la nostra rabbia si manifesta in modo eccessivo. E aiuta i genitori a far capire al bimbo/a che nonostante siano proprio loro l’origine del suo dolore, saranno loro stessi a riparare il danno, saranno pronti a tutto, ci saranno.

Ero certa che stavolta avrebbe voluto suo padre per andare a nanna. Inaspettatamente no. Le leggo alcuni libri. Le rimbocco le coperte. Le chiedo scusa, senza aggiungere altro. Sa bene a cosa mi sto riferendo.

Mamma, sei il mio amore grande.

Mordo forte la mia linguaccia maledetta, sperando che se ne ricordi per la prossima giornata storta.

Per le immagini: © Nord-sud Edizioni

Il piccolo re dei fiori

 

“Il piccolo re dei fiori”

di Kveta Pacovska

Nord-Sud Edizioni

cm 27,7 x 27,5

                                               Pagine: 40

                                               Età di lettura: da 3 anni

Pensi di essere una mamma all’antica, o meglio che ama le cose com’erano una volta, pensi di essere in grado di preservare i tuoi figli da questo corri corri, dai che con questa app puoi fare non so cosa mentre sei in spiaggia e poi chi se ne frega se non senti il rumore del mare perché la musica dell’happy hour è troppo forte, l’importante è stare al passo coi tempi, w la tecnologia.. Insomma, pensi di essere fuori da tutto questo, (anche se poi scrivi su un blog e sei su facebook -con moderazione, s’intenda-) ma soprattutto ti vanti, con te stessa, di tenere i tuoi piccoli ancora lontani da questo modo di esistere. Poi, arriva il tuo guerriero di 2 anni e ti porge il suo biberon: “MAMMA, NON FUNZONA, È ZCARICO”. Il biberon di tuo figlio non è vuoto, pieno, rotto, intasato dal succo di frutta, no, È ZCARICO. Come il “tecolomando”, come il mio lettore mp3, come il mio cellulare con cui non lo faccio giocare dicendo appunto che è scarico. Quindi per lui, quando qualcosa non funziona, è scarico. Non credo alle mie orecchie.

Corro ai ripari. Tutti sul divano a leggere. Scelgo un libro la cui versione originale è del 1991, ma che è stato pubblicato nel 2006 da Nord-Sud Edizioni (ed è ancora meritatamente in catalogo). Un libro illustrato da una signora con la S maiuscola, anzi con la A maiuscola, di Artista, che si chiama Kveta Pacoska ed è nata nel 1928. Un’anticaglia, penserete voi, invece no, è un libro che ancora oggi lo apri e vieni travolto da una ventata di creatività, innovazione, fantasia.

“C’era una volta un re, ma era un re piccolino. Viveva in un piccolo palazzo, in un regno lontano lontano.”

E qui già ti si rilassano i muscoli delle spalle.

Il piccolo re pianta bulbi di tulipano in tutto il giardino del palazzo, ma anche quando tutto il suo regno è in fiore, si sente triste. Gli manca qualcosa, anzi qualcuno: una principessa. Così parte alla ricerca dell’amore

e lo trova proprio dentro a un tulipano.

 Il piccolo re torna a palazzo con la sua principessa, la sposa e vivono entrambi felici.

 

 

 

 

 

 

 

Una trama delicata, che si addice perfettamente alle illustrazioni potenti, che destano stupore, che potresti ritagliare e appendere in casa per farne un quadro. Un abbinamento azzeccato, come un gioiello vistoso su un abito semplice, e viceversa.

(Queste illustrazioni possono dare anche ottimi spunti per laboratori casalinghi di collage che spesso ci regalano risultati inaspettati.)

Paolo me lo fa leggere 3 volte di fila. Adora il piccolo re e i suoi tulipani.

Chiudo il libro. Riconciliata col mondo e il mio ruolo di madre in lotta con una faccia del progresso che non mi piace.

 “Mamma, adezzo accendi ZKY?”

Si fa qual che si può.

 

Per le illustrazioni © Nord-Sud Edizioni e Kveta Pacovska