I tre piccoli gufi

“I tre piccoli gufi”

di Martin Waddell

Illustrazioni: Patrick Benson

Editore: Mondadori

Età di lettura: dai 3 anni

 

Quando si diventa madri, il tempo per sé diventa un lusso.

Penso alla settimana scorsa. Era ormai ora di cena, mio marito era rientrato a un orario decente, e mi sono presa un attimo per farmi una doccia. Attenzione, non parliamo di una bella vasca piena di schiuma, candele e musica rilassante. Nient’affatto. Una doccia di 5 minuti.

Erano passati sì e no 30 secondi quando bussano violentemente alla porta del bagno. “Dov’è mamma? Mamma, apri. Voglio mamma!”

Ti chiedi due cose: 1) “Ma il padre è vivente?”, 2) Possibile che la mamma non possa allontanarsi un secondo, e non possa stare sola 5 minuti?

Vediamo a questo proposito cosa succede nel libro di oggi.

Sara, Bruno e Tobia sono tre gufetti. Vivono in un buco dentro il tronco di un albero con la loro mamma. Una notte di svegliano e la mamma non c’è.

Ma dove sarà andata?

Inizia così l’attesa dei tre gufetti che si protrae fino alla fine del libro, con Sara e Bruno che si interrogano su dove sarà andata la mamma e fanno supposizioni – sarà andata a caccia, ci porterà dei topolini, ecc. – mentre Tobia, il più piccolino, dalla prima pagina all’ultima non fa altro che ripetere “Voglio la mamma!” (ha le idee chiare però, questo bisogna riconoscerglielo..).

Poi lei torna. Le illustrazioni sono curatissime ed efficaci. Guardate lo sguardo di Tobia quando si accorge che la mamma non c’è.

e poi quando la mamma torna.

 

 Complimenti a Patrick Benson. E ovviamente anche a Martin Waddell che ha scritto una storia imperdibile, trattando un tema delicato e fondamentale per i piccoli lettori. Il distacco dalla mamma. La mamma ogni tanto DEVE andare. Loro devono imparare a stare senza la mamma. E perché? Perché la mamma ogni tanto ha bisogno di stare senza i suoi pargoli, che però possono stare tranquilli, perché lei comunque TORNA. Sembra una banalità, ma inculcare questa idea che in ogni caso la mamma torna non è sempre semplice, ed è anche molto importante per la crescita dei bambini. Se un bel libro può darci una mano, ben venga. 

Allora “mamma Gufa” si sporge dalla doccia, bagna ovunque (tanto poi toccherà a lei asciugare) e apre la porta. 96 centimetri di energia pura entrano saltellando. Lei cerca di rispedirli al mittente che di sicuro a quest’ora sta ascoltando Zucconi alla radio. “Forza, vai da babbo! Subito”, ma il piccoletto la guarda e le dice quello che forse nessun individuo di sesso maschile le ha mai detto. “tu Zei fantaZtica”. Mamma Gufa interrompe la sua doccia, rassegnata alla propria “indispensabilità”, ma anche tanto felice. L’indipendenza per stasera può aspettare.

(tutte le immagini sono coperte da copyright)

 

 

Dove vanno i fiori durante l’inverno?

“Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno?”

di Spider

Editore: Orecchio acerbo

Pagine 40 a colori

Età di lettura: dai 3 anni

 

 

 

Luglio 1993. Orale dell’esame di maturità. “Descrivimi Madame Bovary con un solo aggettivo che riassuma tutta la sua personalità.” Ma che domanda è?!

Me la ricordo ancora.

Poi cresci, la vita si complica, quello che allora ti sembrava un ostacolo insormontabile adesso ti fa sorridere con nostalgia. E arrivano domande più toste.

Poi fai un figlio, magari due. O hai dei nipoti. E arrivano anche le loro domande. E non hai sempre l’ispirazione improvvisa. E loro non sono come la prof di francese che al massimo ti dà un brutto voto. Tu sei la mamma, o il babbo, o la nonna, e la risposta la DEVI sapere. Ti martellano finché non sono soddisfatti.

Se avete faticato con “Ma il sole è il marito della luna?” e “Come fa il bimbo a finire nella pancia della mamma?” vi ha fatto letteralmente sudare, almeno “Dove vanno i fiori durante l’inverno?” non vi porrà alcun problema. Ci ha pensato Orecchio Acerbo pubblicando nel  2008 un libro molto bello il cui titolo completo è appunto “Emma. Dove vanno i fiori durante l’inverno”. Tra l’altro è stato magistralmente illustrato dal buon Spider (che ne è anche l’autore), un artista dallo stile molto riconoscibile, che ti fa sicuramente aprire un libro se sulla copertina c’è il suo zampino.

Emma è una margherita, con due begli occhioni alla Betty Boop. Durante l’inverno dorme nella sua casetta, con la sveglia puntata sul primo giorno di primavera. Ma la sua sveglia si è rotta, e suona quando è ancora inverno. Emma si veste di tutto punto e sfida il freddo e la neve per cercare aiuto: deve assolutamente far riparare la sveglia altrimenti quando sarà primavera come farà?

Per fortuna ha dei buoni amici che la aiuteranno. In compagnia di Becco, Lampo, Grugno, la bella margherita va alla ricerca della casa del vecchio ragno, che sa riparare le sveglie. È un po’ scorbutico ma in fondo anche gentile e risolverà il problema.

Emma può tornare a riposare. Il 21 marzo è ancora lontano..

(Tutte le immagini sono coperte da copyright)