C’è solo un modo per sapere come le cose vanno a finire

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“Come comincia” 

di Silvana Tavano

Illustrazioni: Elma

Editore: Istituto Callis

 

E così, anche quest’anno si è tenuta la Fiera del libro per ragazzi di Bologna. Aspettavo da mesi che arrivasse il 25 marzo 2013. Per la precisione dal 22 marzo 2012, quando è finita l’edizione dell’anno scorso. La Fiera del libro produce oggi su di me lo stesso effetto che mi facevano da bambina le vacanze al mare, in riviera. Quando finivano ero sempre triste e iniziavo a fare il conto alla rovescia aspettando luglio dell’anno successivo per rivedere “gli amici del mare”, andare in sala giochi la sera, fare quelle cose che si facevano solo al mare. E dire che oggi quando penso alle vacanze a Cervia o dintorni, che comunque mi toccano perché ai bambini fa bene il mare, e allora vuoi non portarli, dai che in fondo ti rilassi (come no, con due bambini, il secchiello ce l’avevo io, incremali, “docciali”)… insomma, mi viene l’orticaria e mi sento stanca ancora prima di partire.

Comunque, la Fiera di Bologna è un evento fantastico. Puoi sfogliare libri provenienti da tutto il mondo, scoprire illustratori che non sapevi nemmeno che esistessero e chiederti perché te li sei “dormiti” fino adesso. E poi c’è la mostra degli illustratori selezionati dagli esperti del settore. Imperdibile.

Imperdibile perché, come dicevo, vedi tavole fantastiche, ti ci perdi dentro. E poi, dal punto di vista antropologico, è un’esperienza molto istruttiva. C’è l’illustratore “arrivato” che ha già vari appuntamenti fissati con gli editori ma si ferma volentieri a guardare il lavoro degli altri. Ci sono i librai, gli insegnanti, i giornalisti. Ma soprattutto ci sono loro, gli aspiranti illustratori. Fanno file pazzesche per entrare e di nuovo fanno file davanti agli stand degli editori sperando di suscitare interesse con il loro lavoro. E poi te li trovi lì, alla mostra di quelli “bravi”, che fanno commenti, scattano foto. Sognano.

Proprio mentre sono intenta ad ammirare una delle tavole, urto involontariamente contro una ragazza. Dico “scusa… sorry”. E lei “scusami tu”, e io “non si sa mai in che lingua scusarsi qui.” E ancora io “Sei un’illustratrice?” “Eh magari, volevo esserlo, ma ormai mi sono arresa, ho abbandonato l’idea.”. “Ma ci hai provato?” “No, intanto è impossibile”. E ci rituffiamo sulle tavole.

Proprio alla fiera, ho avuto modo di rileggere “Come Comincia”.

E’ uno di quei libri che possono servirci a insegnare qualcosa ai bambini, che hanno l’istinto della curiosità, propria della loro età, ma che a volte hanno paura di buttarsi. E poi perché non dare una rinfrescatina anche alla memoria di noi adulti che spesso viviamo meccanicamente, dimenticando dove vogliamo veramente andare, o magari lo sappiamo benissimo, ma ci manca quel pizzico di coraggio…

La protagonista del libro è una bambina che osserva da dove hanno inizio le cose che la circondano e si pone domande.

“Ogni cosa ha il suo modo di cominciare”.

Le frasi cominciano con le parole. La risata può nascere per esempio dal solletico.

La farfalla “comincia” da un bruco e il pulcino da un uovo.

Ci sono degli inizi che non si fanno vedere, come quello del cielo, che è coperto dalle nuvole. (Fantastico, solo una “mente bambina” potrebbe partorire questa riflessione)

 

La bambinetta vestita di rosso ci regala osservazioni sul mondo “prive di filtri” proprio com’è il modo di vedere dei bambini e spinge il lettore a guardarsi intorno alla ricerca dell’origine delle cose.

E poi nel finale, come vedrete, ci butta addosso una riflessione che non può lasciare indifferenti.

 

In bocca  al lupo ragazza “che-intanto-è-impossibile”. Ovunque tu sia, di certo non starai leggendo questo blog che non sai nemmeno che esista, ma avevi un sogno negli occhi e spero che non sprecherai questo dono.

 


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