Edmond

“Edmond”

di Juliette Binet

 Editore: Autrement

32 pagine

Età di lettura: dai 7 anni (secondo me)

E così rieccomi qua. Vacanze finite, concluse, morte. Amen. Si riprende col solito ritmo.

Lavare, stirare, lavare, no stasera no, stiro poi domani. Lo sforzo sovrumano e perlopiù vano di conciliare lavoro e famiglia (a proposito, ma quando arriva il 16 settembre e ricomincia la scuola in Emilia Romagna?!). Mio marito che scompare per 12 ore al giorno, salvo alcune fugaci apparizioni a pranzo che mi ricordano un episodio dell’Odissea (Baricco docet): Ulisse torna a casa dopo vent’anni, no dico vent’anni, e la prima cosa che dice a Penelope qual è?

“Devo ripartire”.

Non lo riporta nessuna fonte autorevole, ma penso che sia stata proprio Penelope in quell’occasione a coniare l’espressione: “ma va à murì ammazz…”

Analogamente, mio marito compare sulla soglia di casa alle 13.50 (quando ormai la pasta è scotta come gli “spaghettì” alla francese) e ti dice: ho un appuntamento alle 14.

Basta, parliamo di libri che è meglio.

Vi avevo promesso (o minacciato?!) di scovare un libro senza parole durante la vacanza in Francia. In realtà non ho trovato nulla di nuovo, ma ho riscoperto un libro di alcuni anni fa. Splendidamente illustrato ed efficace nel messaggio (educativo).

Un bambino-topo (Edmond, suppongo) osserva dal balcone alcuni bambini-bambini che giocano a palla. Estrae da un baule la sua maschera da bambino-bambino, la indossa e si presenta sul prato per giocare con gli altri.

Hanno tutti lo stesso viso “retró”, da bambola di porcellana, come i piccoletti ritratti nelle pubblicità di borotalco et similia degli anni ’30: occhi azzurri, gote rosse e un sorriso appena accennato. Proprio come la maschera di Edmond.

 

Tutto sembra procedere bene, ma ad un certo punto la palla urta la maschera del bambino-topo e la fa cadere a terra.

Il protagonista si allontana per l’imbarazzo.

I visi degli altri bambini finalmente si animano. Fino a quel momento impassibili, con lo sguardo fisso, iniziano a lanciarsi occhiate reciproche e ad acquisire espressività. E poi da quelle che scopriamo essere maschere, spuntano orecchie da asino, corna da rinoceronte.. 

E via via, uno alla volta, i bambini-animali gettano a terra le loro maschere e corrono a rincuorare il loro nuovo compagno di giochi.

In fondo tutti siamo diversi, tutti siamo a-normali, tutti ci siamo sentiti almeno una volta inadeguati al gruppo di cui volevamo fare parte. Accade spesso, soprattutto nell’infanzia e adolescenza. Questo libro è anche per noi adulti, a volte talmente assuefatti dalle nostre maschere che finiamo per indossarle persino davanti allo specchio.  

Lo trovate sicuramente su fnac.com

Per le illustrazioni: © 2007, Editions Autrement

 

Chiuso per ferie

 

CHIUSO PER FERIE

di Maja Celija

Editore: Topipittori

Data di pubblicazione: 2006

40 pagine

Età di lettura: dai 4 anni

 

 

Penso che ogni donna si sia chiesta almeno una volta nella vita: “Ma perché non sono nata uomo?”. A parte il momento del parto in cui accetteresti anche di farti trasformare in una rana pur di mettere fine a quel delirio, può accadere in situazioni emotivamente meno coinvolgenti, ma a loro modo comunque tragiche, come quando devi preparare le valigie per tutta la famiglia. La fa facile lui, l’uomo, che infila due mutande, due magliette, uno spazzolino da denti e poi “ma tu non hai ancora finito?”. E no che non ho finito: ho ancora i body del piccolo, il pigiamino se è caldo, ma se poi viene più freddo? E i bavaglini, i pannolini, la crema per il sederino, il ciuccio di riserva (!!!), la soluzione fisiologica che dopo dure battaglie non riuscirai a mettergli nel naso ma in quel momento ti sembra fondamentale, e poi e poi. Gli altri sono già in auto che ti aspettano. Tuo marito non lo senti, ma sai che sta sicuramente imprecando contro di te e le tue valigie esagerate (ma non ti preoccupare, non ti stai perdendo nulla, continuerà questo rosario sicuramente fino al casello dell’autostrada). La casa la lasci così com’è, perché non hai avuto tempo di rassettare. Cerchi in extremis di dare un’ultima parvenza di ordine almeno al soggiorno, ma poi ti dici: non deve mica venire nessuno. E ti chiudi la porta dietro le spalle.

E se ti stessi sbagliando? E se qualcuno fosse in agguato in attesa della vostra partenza? Non sto parlando di malintenzionati. Sto parlando dei protagonisti di CHIUSO PER FERIE, libro meravigliosamente illustrato da Maja Celjia e pubblicato (grazie!!!) da Topipittori. È un libro senza parole, un SILENT BOOK, come lo chiamano gli anglosassoni. E prima che iniziate a protestare perché questo tipo di libro richiede uno sforzettino in più da parte del genitore, e l’ho già ripetuto troppe volte che mi piacciono questi libri, vi chiudo subito la bocca con la premessa, che più chiara di così non si può, che l’editore ci regala.

 “Confidando nell’acume dei suoi piccoli lettori, l’autore non ha ritenuto necessario tradurre in parole questa storia, affidata al solo potere delle immagini. Nel caso i genitori dei lettori incontrino difficoltà di comprensione, suggerisce senz’altro ai bambini di raccontare loro, pagina per pagina, i fatto straordinari che vi accadono.”

E cosa accade nel libro? C’è una famiglia che parte per le vacanze. Appena si chiude la porta, entrano in scena i nostri protagonisti.

Escono dalle foto incorniciate! E poi? E poi ne combinano di tutti i colori. Fanno la villeggiatura anche loro. Usano i pattini a rotelle come automobili, il lavello come piscina e i cucchiai di legno come remi. 

Fanno la lampada dentro al forno, si improvvisano trapezisti sugli steli di una pianta…

se la spassano con i giochi dei bambini (questo lo faccio anch’io ogni tanto..), si ingozzano di pop-corn e poi, come tutti i vacanzieri, schiacciano un bel pisolino pomeridiano, ma dentro a colorati gomitoli di lana (o cotone), che dalla loro espressione sembrano piuttosto comodi.

Poi improvvisamente si sentono dei rumori (suppongo) e via!! Tutti dentro le cornici. I padroni di casa sono rientrati. Avranno capito cos’è successo in loro assenza?!

PS: io questo libro lo regalo anche agli adulti. Sempre gradito.

Per le immagini: © Topipittori 2005