Mai dimenticarsi la scorta di baci

 

“Zeb e la scorta di baci”

Testo e illustrazioni di Michel Gay
Editore: Babalibri

Cartonato pp. 32
Formato 28,5×23 cm
Prezzo € 12,5

Che strana sensazione quanto ti ritrovi dall’altra parte, quando a partire per la gita non sei più tu, ma la tua piccolina che fa la prima elementare (lo so, si chiama primaria, ma è più forte di me). Venerdì scorso mia figlia Emma è andata con la classe a Bagno di Romagna, a due ore di pullman dalla mia città. La sua prima vera gita. La sera prima ho preparato lo zainetto con tutto l’occorrente ed il superfluo che una madre apprensiva qualifica nella categoria del non-si-sa-mai come a trovare persino per se stessa una giustificazione a tanta assurdità. No, il siero antivipera non l’ho messo, lo specifico per mio marito che nutriva sospetti…

Ma proprio appena Emma era uscita di casa col babbo, mi sono ricordata di aver dimenticato qualcosa di molto importante: la scorta di baci.

Non voglio prendermi meriti che non ho. L’idea (grandiosa) della scorta di baci non è mia, ma di Michel Gay, autore di “Zeb e la scorta di baci”, edito da Babalibri, che quando c’è da pubblicare qualcosa di bello è sempre in prima fila..

 Zeb è una piccola zebra che deve partire per il campo estivo al mare. Quando si rende conto che dovrà dormire senza il babbo e la mamma, e quindi senza i loro baci della buonanotte e del buongiorno, improvvisamente non ha più voglia di partire. Ma i suoi genitori, che ne sanno davvero una più del diavolo, concedetemi l’espressione, preparano per Zeb una scatolina contenente la “scorta di baci”.

Il babbo e la mamma piegano tre volte i foglietti coi baci, che ora sembrano quasi caramelle, e li ripongono in una scatola di latta. Poi accompagnano Zeb alla partenza.

La piccola zebra sale sul treno. Cerca di far finta di niente per sembrare più grande, ma è davvero triste.

 

Zeb preme il foglietto contro la guancia. Va un po’ meglio, ma non basta. E poi c’è qualcuno che sta peggio di lui: una piccola zebra che non ha smesso un minuto di piangere perché vuole la sua mamma e il suo papà.

Zeb ha un’idea per consolarla…

 

E così il nostro protagonista si ritrova a distribuire “bacicaramella” a tutti compagni di viaggio. E il mattino seguente, ha già un sacco di nuovi amici. Ora la scorta di baci non gli serve più.

 

Ci sono vari aspetti che mi piacciono in questo libro, oltre alla dolcezza di Zeb. I personaggi sono disegnati talmente bene (del resto, Michel Gay è cresciuto di fronte ad uno zoo..) che i bambini non possono non identificarsi. In questa storia apparentemente così semplice, si toccano in realtà vari temi importanti per la crescita: la solidarietà, l’amicizia che ti dà coraggio, la scoperta di nuovi punti di riferimento e poi l’argomento principe, la paura della separazione. La vita quotidiana dei bambini è fatta di piccoli momenti di distacco necessari per la crescita: dalla nanna, all’asilo nido, la scuola dell’infanzia, un genitore che si assenta per motivi di lavoro o altro.. A volte hanno bisogno di essere un po’ rincuorati, e la storia di Zeb può essere utile per preparare i piccoli a una di queste separazioni, magari a parlarne insieme, a far notare gli aspetti positivi del distacco che si trasforma in una conquista. Una volta ho partecipato a un seminario in cui si diceva che fare il genitore significa rendere i propri figli sempre più indipendenti. Quella frase mi ha fatto molto riflettere sul mio essere mamma-chioccia, dai-piccolino-stai-sempre-con-me. E nella storia di Michel Gay si vede chiaramente l’affetto dei genitori, che ti amano anche se ti lasciano partire, anzi, ti lasciano partire proprio perché ti amano. Ti danno solo una mano a trovare quel pizzico di coraggio che a volte manca.

E qui arriva la mia confessione. Come è giusto che sia, sono passati (anche se da poco) i giorni in cui la mia “ragazza” non muoveva un passo senza di me. È partita per la gita entusiasta, serena, mi ha dato di sfuggita il bacino sulle scale che mi dà tutte le mattine prima di andare a scuola, perché aveva fretta. Dai babbo che il pulmann parte. Non mi ha ascoltato minimamente quando le spiegavo cos’avevo messo nello zaino – Sì, mamma, ho capito ho capito – e sbuffava ad ogni mia raccomandazione.

Forse l’avrete già intuito.. La scorta di baci non era per lei, ma per me! Accipicchia…