Il cucchiaino. Come sopravvivere alle prime pappe

Ricette per bambini dallo svezzamento ai primi anni, rivisitate anche per mamma e papà

 

Il cucchiaino

di Miralda Colombo

Foto e disegni di Cevì

Editore Gallucci

224 pagine

 

 

Confessione. Ho propinato ai miei figli certi filetti di platessa che persino un vassoio di ospedale si sarebbe rifiutato di trasportare…

Cotti al vapore, senza sale, tristi tristi mogi mogi. Ho provato a rifilarli anche a mio marito. Inutile soffermarmi sulla reazione.

Avevo una scusante. Non posso cucinare dieci cose diverse ogni sera. Se cucino leggero leggero per i bimbi, bisogna che ci accontentiamo anche noi adulti se non voglio passare la notte a fare lavastoviglie.

Ma ora non ci sono più giustificazioni perché Miralda Colombo, una mamma blogger, ha avuto un’ottima idea. Basandosi sulla sua esperienza quotidiana ai fornelli per la piccola Alice, ha pensato di mettere nero su bianco una valanga di ottime ricette per bambini dallo svezzamento ai primi anni, e, attenzione attenzione, suggerisce come modificare le ricette di base per renderle gradevoli anche al palato dei genitori. Così si cucina una volta sola (e vai!).

Il cucchiaino”, così si intitola questo utilissimo libro dell’editore Gallucci, non è solo un libro di ricette, ma un condensato di consigli su come iniziare lo svezzamento, come far gradire certi cibi al proprio bambino, come organizzare un bel pic-nic, e, immancabile per tutte le neomamme, “come sopravvivere a ettolitri di brodo”.

Infine, le foto di Cecilia Viganò, in arte Cevì, fanno sembrare appetitosa anche la prima pappa.

 

La partenza intelligente

 

Un nido di filastrocche

di Janna Carioli

Ed. Sinnos

con CD

Età di lettura: da 0 a 6 anni

 

 

E così è arrivato agosto. Tempo di vacanze, tintarella (di luna, nel mio caso), ombrelloni, e auto stracolme di bagagli. Anch’io quest’anno ho optato per la partenza intelligente: ore 10 dell’ultimo sabato di luglio. Bollino rosso fuoco. Nella migliore delle ipotesi, senza alcun intoppo, sosta o traffico, avevamo davanti 4 ore e mezza di viaggio.

Partiamo. Visto che il buongiorno si vede dal mattino, ad approssimativamente 50 metri da casa, più o meno in corrispondenza del cassonetto dell’immondizia, mio figlio di due anni dice un’unica parola, premonitrice di un lungo, faticosissimo tragitto. “SCENDERE”, anzi, per la precisione: “SENDERE”, reiterato da “SENDERE, mamma”, accompagnato da sgambettìo e tentativo di liberarsi dalla cintura di sicurezza.

Tamponi la situazione con una palla. Allarme rientrato. Ma dopo venti chilometri di autostrada sei fermo. Incidente. Due ore per percorrere 12 chilometri. Pure io avrei voluto sgambettare e gridare “SCENDERE”.

A quel punto cosa fai?

A quel punto estrai dalla manica “Un nido di filastrocche”, una bellissima raccolta di filastrocche per i più piccini, edita da Sinnos.

Sono filastrocche molto intelligenti, molto concrete, in cui il bambino si sente veramente protagonista, perché è proprio di lui che si parla, di quello che fa, del suo corpo, dei suoi giochi, persino della cacca, che, inutile scandalizzarsi, è a quest’età un tema molto apprezzato.

E poi queste filastrocche non servono solo come ancora di salvezza in situazioni estreme come quella appena descritta, ma sono utilissime ai genitori nella quotidianità.

Ci sono filastrocche “per sporcarsi e lavarsi”

C’è quella della bua al ditino:

 

 

Con una filastrocca, anche il filetto di merluzzo rischia di diventare buono. E poi ci sono le filastrocche per giocare, per superare la paura del buio, c’è una versione dell’intramontabile “trotta trotta” che ancora mi fa emozionare ripensando al mio nonnone che mi faceva balzellare sulle sue ginocchia. 

Come se questo non fosse sufficiente, ricordiamoci che le rime favoriscono l’apprendimento del linguaggio e vi stupirete nel sentire vostro figlio che conosce tante nuove parole dopo un numero ridottissimo di letture.

Infine, il libro contiene pure un CD in cui queste belle rime sono recitate dall’autrice, che faceva la maestra e secondo me un po’ si sente che è abituata a leggere per i piccoletti. E poi alla versione recitata segue anche quella cantata.

Il CD l’ho lasciato inserito nella radio dell’auto, pronto a essere messo in loop per il viaggio di ritorno.

A presto!