La doppia Carlotta

 

“La doppia Carlotta”

di Erich Kästner

Piemme Edizioni

Collana Il Battello a vapore

pagine 224

Età di lettura: 7-10 anni

 

 

 

Qui in Romagna domenica di pioggia. Ho scaraventato i piccoli addosso a mio marito insieme a una cassetta di mattoncini Lego ed eccomi qua, finalmente, camomilla calda accanto al mouse. Oggi vi parlo di un libro che ho letto per caso una settimana fa. Una piacevole sorpresa.

Come in ogni casa dominata da piccoli sotto gli 8 anni, arriva ogni sera l’ora X. Bisogna convincere i piccoli ad andare a nanna. Schema classico. Mio marito prende il piccoletto, lo porta nel suo lettino e anche lui sistematicamente si addormenta. Ricompare solitamente a mezzanotte stravolto come se avesse combattuto contro un coccodrillo, ma in realtà dorme semplicemente da ore. (Ma a volte non gli va così grassa e alle 11 si sente ancora una vocina “Babbo?? Facciamo gol??” e  non si ode mai la risposta. Ipotesi A: babbo dorme già da mo’. Ipotesi B: babbo fa finta di non sentire come fa con me quando gli dico che ho visto un bel paio di orecchini).

E io?Io lotto OGNI sera con mia figlia di 7 anni. Forza lavati i denti, con il dentifricio, sì il pigiama ci vuole perché la notte stai scoperta, ok ora sdraiati, no non ti leggo due libri, te ne leggo uno, e breve perché è già tardi.

E così, dopo tre libri, spegniamo la luce “grande” e accendiamo l’abat-jour. Lei chiude gli occhi e io resto lì, nella semi-oscurità, su una seggiola acquistata perché gialla come la voleva lei, e di certo non perché comoda. Me ne sto lì, dicevo, a leggere qualcosa di mio finché la mia bimba non si addormenta.

Ebbene, una settimana fa ho finito la mia scorta di romanzi di Alan Bennett (ironia imperdibile, leggete almeno “Nudi e crudi”). E ora cosa faccio? Se devo morire su questo pezzo di plastica color banana, se non altro fatemi leggere. Così, brancolando ho raggiunto una mensola e, tra storie di fate, aspiranti principesse, ballerine con tutù rosa che più rosa non si può, ho scovato un libro acquistato da mia figlia poco tempo fa. “La doppia Carlotta”. Lo apro un po’ scocciata rimpiangendo il mio Alan Bennett e invece…

Dopo poche pagine, chiunque della mia generazione avrebbe riconosciuto  facilmente la trama di un film Disney visto stravisto: “Un cowboy col velo da sposa”.

Il titolo non vi dirà molto, ma se vi parlo di due bambine provenienti da due città diverse che si incontrano in una vacanza in campeggio (senza genitori) e si accorgono di essere praticamente due gocce d’acqua?

Non basta?Vado avanti. Le bambine scoprono di essere gemelle, separate dalla nascita perché i genitori hanno divorziato e ognuno ha portato con sé una delle due piccole. Quindi Carlotta è cresciuta con la mamma a Monaco e Luisa è cresciuta a Vienna col babbo. È ora di rimediare. Le due furbette fanno un bello scherzo ai genitori: Luisa prenderà il posto di Carlotta, fingendo di essere la gemella, e lo stesso farà Luisa. Le due tramano ovviamente di far tornare insieme i loro genitori, ma la storia si complicherà presto perché il babbo ha deciso di risposarsi con una giovane donna, bella ma antipatica. Non vi racconto il resto, ma è previsto un lieto fine.

Scoprirete da soli, dallo stile con cui è scritto, dall’abbigliamento delle bambine nelle illustrazioni (in bianco e nero) e da altri dettagli, che il libro è piuttosto datato.

Kästner, uno dei maggiori scrittori tedeschi per l’infanzia, lo scrisse infatti nel 1949. Stupisce pensare che un tema così “spinoso” come il divorzio fosse trattato già a metà del secolo scorso in un libro per bambini. Infatti, a quanto pare, il libro fece scalpore, non venne affatto accolto con favore dai contemporanei, ma l’autore non esitò a denunciare l’ipocrisia degli adulti: Se si impongono ai bambini determinate circostanze, diceva, allora sarebbe assurdo non parlare con loro di questi argomenti in modo ragionevole e comprensibile.

O almeno abbiamo il dovere di provare.