I cinque malfatti

“I cinque malfatti”

di Beatrice Alemagna

Editore Topipittori

Pagine 40

Età di lettura: dai 5 anni

 

 

 

Da ragazzina ero una secchiona. Di quelle vere.

Studiavo, studiavo, studiavo. E mi piaceva pure.

Non credevo che questa “sventura” fosse geneticamente trasmissibile. Invece sì. Insieme all’allergia per le graminacee ho passato alla mia bambina questa manìa per la perfezione. Pacchetto completo.

Certo sono felice che “si applichi”, che “mostri interesse per gli argomenti trattati”, che… Ma fin da piccoli bisogna imparare a prendere gli eventuali insuccessi con leggerezza. Non si può saper fare tutto.

E qui arrivano in mio aiuto i prodi Topittori pubblicando un altro libro della talentuosa Beatrice Alemagna: “I cinque malfatti” (certo che pure lei però non mi sbaglia un libro..)


Uno è bucato, l’altro è piegato in due, poi c’è quello molle, il quarto è capovolto, naso in giù e gambe in su, e il quinto è semplicemente sbagliato.

Non male come protagonisti…

Malgrado le loro stranezze, questi cinque strani individui se la passano piuttosto bene. Finché un giorno alla porta bussa un tipo Perfetto.

 

 E cosa vuole? Come reagiranno i malfatti alle sue critiche?

Vi basti sapere che il bucato non si arrabbia mai, perché la rabbia gli passa attraverso, e il capovolto può vedere le cose che gli altri non vedono. E quello sbagliato? Sbagliato è il mio eroe: quando incredibilmente gli riesce qualcosa, si fa festa.

 

Un libro per bambini dai 5 anni, per capire che si vive bene anche se non si è perfetti, e magari riderci su. Ogni difetto può nascondere una virtù.

Non sto nemmeno a sottolineare che le illustrazioni sono fantastiche. Lo vedete da soli.

Edmond

“Edmond”

di Juliette Binet

 Editore: Autrement

32 pagine

Età di lettura: dai 7 anni (secondo me)

E così rieccomi qua. Vacanze finite, concluse, morte. Amen. Si riprende col solito ritmo.

Lavare, stirare, lavare, no stasera no, stiro poi domani. Lo sforzo sovrumano e perlopiù vano di conciliare lavoro e famiglia (a proposito, ma quando arriva il 16 settembre e ricomincia la scuola in Emilia Romagna?!). Mio marito che scompare per 12 ore al giorno, salvo alcune fugaci apparizioni a pranzo che mi ricordano un episodio dell’Odissea (Baricco docet): Ulisse torna a casa dopo vent’anni, no dico vent’anni, e la prima cosa che dice a Penelope qual è?

“Devo ripartire”.

Non lo riporta nessuna fonte autorevole, ma penso che sia stata proprio Penelope in quell’occasione a coniare l’espressione: “ma va à murì ammazz…”

Analogamente, mio marito compare sulla soglia di casa alle 13.50 (quando ormai la pasta è scotta come gli “spaghettì” alla francese) e ti dice: ho un appuntamento alle 14.

Basta, parliamo di libri che è meglio.

Vi avevo promesso (o minacciato?!) di scovare un libro senza parole durante la vacanza in Francia. In realtà non ho trovato nulla di nuovo, ma ho riscoperto un libro di alcuni anni fa. Splendidamente illustrato ed efficace nel messaggio (educativo).

Un bambino-topo (Edmond, suppongo) osserva dal balcone alcuni bambini-bambini che giocano a palla. Estrae da un baule la sua maschera da bambino-bambino, la indossa e si presenta sul prato per giocare con gli altri.

Hanno tutti lo stesso viso “retró”, da bambola di porcellana, come i piccoletti ritratti nelle pubblicità di borotalco et similia degli anni ’30: occhi azzurri, gote rosse e un sorriso appena accennato. Proprio come la maschera di Edmond.

 

Tutto sembra procedere bene, ma ad un certo punto la palla urta la maschera del bambino-topo e la fa cadere a terra.

Il protagonista si allontana per l’imbarazzo.

I visi degli altri bambini finalmente si animano. Fino a quel momento impassibili, con lo sguardo fisso, iniziano a lanciarsi occhiate reciproche e ad acquisire espressività. E poi da quelle che scopriamo essere maschere, spuntano orecchie da asino, corna da rinoceronte.. 

E via via, uno alla volta, i bambini-animali gettano a terra le loro maschere e corrono a rincuorare il loro nuovo compagno di giochi.

In fondo tutti siamo diversi, tutti siamo a-normali, tutti ci siamo sentiti almeno una volta inadeguati al gruppo di cui volevamo fare parte. Accade spesso, soprattutto nell’infanzia e adolescenza. Questo libro è anche per noi adulti, a volte talmente assuefatti dalle nostre maschere che finiamo per indossarle persino davanti allo specchio.  

Lo trovate sicuramente su fnac.com

Per le illustrazioni: © 2007, Editions Autrement