Babau cerca casa

 

“Babau cerca casa”

di Maurizio A.C. Quarello

Editore: Orecchio Acerbo

settembre 2005

pagg.28

Età di lettura: dai tre anni

 

“Io vado pazza per Tiffany, specie in quei giorni in cui mi vengono le paturnie…In questi casi mi resta solo una cosa da fare: prendere un tassì e correre da Tiffany. È un posto che mi calma subito. Quel silenzio, quell’aria solenne. Lì non può accaderti niente di brutto. Se io trovassi un posto a questo mondo che mi facesse sentire come da Tiffany…comprerei i mobili e darei al gatto un nome.”

Probabilmente l’avrete riconosciuta tutti. Chi parla è Holly Golightly, l’eccentrica protagonista di Colazione da Tiffany. Riguardavo proprio ieri questo film, forse nell’ennesimo vano tentativo di carpire i segreti del fascino di Audrey Hepburn, e mi sono resa conto che l’effetto che Tifffany esercita su Holly, a me lo fa la biblioteca. Quel silenzio, quell’aria solenne. È un posto che mi calma subito. Del resto, la biblioteca della mia città, Imola, è un posto splendido.

E poi lì si fanno incontri interessanti (mi riferisco ai libri), come mi è accaduto alcuni giorni fa, quando mi sono imbattuta in “Babau cerca casa”. È un libro uscito alcuni anni fa, che non sfogliavo da tempo, ma che merita tutta la nostra attenzione.

 

Facciamo innanzitutto conoscenza con il protagonista della storia:

 

Ababù era un babau. Non uno di quello grossi che ti fanno drizzare i capelli in testa per la paura, ma pur sempre un babau. Tutto nero, aveva la tana sotto il letto e non ne usciva che di notte.”

 

Qui magari i bambini iniziano ad aver paura, ma basta voltare pagina per capire che Ababù è proprio speciale, tant’è vero che Amì, il bimbo che dorme nel letto di cui sopra, non ha affatto paura di lui, anzi sono amici e giocano insieme tutte le notti.

Purtroppo, però, un giorno la famiglia di Amì si trasferisce e Ababù ha paura a restare solo in quella grande casa, così fa la valigia e cerca un altro posto in cui vivere.

E qui iniziano le sue avventure.

 

Prima trova una casa già abitata da un altro mostro, grande grosso e cattivo. Poi finisce sotto al letto di PROT, un bimbo goloso di fagioli che gli fa trascorrere nottate “rumorose e asfissianti”. Insomma, passa da una casa all’altra finché non incontra di nuovo Amì.

 

 

 

 

 

Ora però bisogna liberarsi del babau che già abita sotto il nuovo letto di Amì…

 

I due amici dovranno darsi un po’ da fare, ma tutto finirà per il meglio…

 

Perché questo libro.

 

Perché affronta un tema, la paura della notte, del buio, di ciò che non conosciamo, in modo leggero. Perché così si esorcizza questa paura. Perché si parla di amicizia e la felicità in fondo è fatta di relazioni, quindi è bene fin da piccoli inculcare questo principio nei bambini. Perché è divertente. E ridere fa sempre bene.

 

Purtroppo “Babau cerca casa” è fuori catalogo, però cercatelo in biblioteca. Ne vale la pena.  

 

Voglio terminare il post di oggi con un messaggio.

 

Caro Babau che quando ero bambina abitavi nell’armadio della mia stanza, più precisamente nell’anta di sinistra, quella che restava sempre un po’ socchiusa. Beh, caro Babau responsabile dei miei pellegrinaggi notturni nel lettone di mamma e papà, spero che oggi tu stia bene, ma che anche tu sia finito sotto al letto di PROT!